TELEMATICO_TASTIERA_Q[1]

Quando il processo è telematico … e l’avvocato è analogico.


Tastiera Avvocato TelematicoNote a margine del convegno barese del 4 novembre 2014 de “Il Commentario del Merito”.

“Ma perchè hanno complicato così le cose? Ma non era sufficiente limitare tutto ad una email o a un click del mouse?”.

Questo “urlo di dolore” è scaturito quasi al termine del convegno promosso da “Il Commentario del Merito” sulle prossime influenze che il PCT avrà sul procedimento civile esecutivo.
Un convegno ricchissimo, tenuto dai colleghi Avv.ti Nicola Gargano, Giorgio Poli e Marco Gigantesco con il prezioso apporto della dott.sa Mariarosaria Limitone, direttore amministrativo area esecuzioni civili presso il Tribunale di Bari.
Proprio sulla attiva partecipazione della dott.sa Limitone desidero muovere le mie riflessioni sull’incontro barese della scorsa sera.
Uno dei limiti dei convegni di questo genere, è il loro frequente svolgimento, purtroppo, a compartimenti stagni: gli operatori del diritto (avvocati, clienti e ausiliari del giudice) di solito non hanno la possibilità di confrontarsi in modo aperto e costruttivo con le altre aree del Processo Civile, ovvero con il settore amministrativo e men che meno con quello giurisdizionale.
La presenza della dott.sa Limitone è un palese segno della maturità del dialogo (ma soprattutto delle persone in esso coinvolte) instaurato tra ceto forense e parte dell’area amministrativa del Tribunale di Bari che sicuramente porta e porterà evidenti vantaggi per entrambe le parti, perchè moltissimi dubbi e perplessità operative potranno trovare soluzioni aperte e condivise, con un notevole miglioramento sulla qualità del lavoro e anche in termini di riduzione dell’ “angoscia” da PCT.

Proprio quest’ultima, l’angoscia, è stata l’altra preponderante presenza, quasi palpabile, che serpeggiava tra i colleghi che partecipavano numerosi all’incontro.
Nonostante sia trascorso diverso tempo dall’esordio del processo civile telematico, e quindi dalla possibilità per gli operatori del diritto, di collaudare e sperimentare senza danni le novità scaturenti da questa innovazione procedurale, con depositi telematici facoltativi, esplorazione del polisweb, uso della PEC, della firma digitale ecc., anche a Bari ho potuto riscontrare la medesima diffidenza e incapacità a rapportarsi serenamente con gli strumenti del processo civile telematico presente in altri Fori. Ugualmente evidente è emerso il pericoloso “gap” tra teoria e pratica: l’impressione che ho colto infatti è che comunque si ritiene sufficiente acquisire una minima, elementare manualità in ambito PCT, soprassedendo dall’acquisire una adeguata conoscenza delle norme e delle regole tecniche. L’importante è, in buona sostanza, capire come inviare quella benedetta-maledetta busta telematica. Poi a sapere il come e il perché delle cose c’è sempre tempo.

Quando poi il PCT si presenta con tutte le sue implicazioni e con tutti i suoi interrogativi, nel tempo limitatissimo di un convegno, ecco che le reazioni rabbiose dei colleghi frustrati dalle novità operative e dal conseguente loro digital-divide con i “legal-nerd”, diventano la logica e prevedibile conclusione di questi eventi professionali.

Il punto è che tra poco il processo civile telematico verrà trasferito concretamente nelle aule di tribunale, molto di più di quanto non sia accaduto fino ad adesso, dovendo partire da dicembre l’allargamento della obbligatorietà del deposito telematico anche per i processi nati in modalità cartacea, con notevole incremento dei casi contestati che verranno portati all’attenzione dei Magistrati, senza parlare del processo esecutivo telematico.
Stupisce scoprire come alcuni professionisti, naturalmente abituati a studiare norme, abbiano un rifiuto endemico ad affrontare le leggi che regolano il processo civile telematico, a volte limitandosi a fare affidamento su questo o su quel software o piattaforma web.
Il mio personale pensiero sul punto è che probabilmente questo è il risultato di un devastante appiattimento della professione forense, che per molti anni si è affossata in una sorta di ripetizione automatica di atti, procedure e attività quasi seriali, con esclusione di ogni approfondimento dottrinale e/o giurisprudenziale.
Colpa del mercato, della frenesia che caratterizza questi tempi incerti. Non importa. Lo stravolgimento epocale determinato dal PCT oggettivamente sconvolge questo torpore professionale, agitando quelli che vi si erano serenamente crogiolati, forse dimenticando l’adagio che ci ricorda che “dopo la quiete, viene la tempesta”.
Stavolta è telematica.

Avv. Fabio Salomone


Informazioni su Fabio Salomone

Nato a Pisticci nel 1967, appassionato di computer e nuove tecnologie. Avvocato civilista ed esperto in Processo Civile Telematico è socio fondatore del CSPT Centro Studi Processo Telematico. Sposato con tre figli, divide la sua vita tra la professione forense, lo studio del Processo Telematico e la famiglia.

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